Chi sono

Blogger: m0rgause
Nome: enrica
Libera professionista con un amore sconfinato per la conoscenza scrivo come terapia antistress. Mi piace andarmene in giro con la fantasia a colorare il mondo. Il Rosso per me è il colore del sangue-la vita e la morte, il divieto, la paura, gli ideali- mi ci perdo dentro... da qui il mio primo blog ProfondoRosso.

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mercoledì, 14 maggio 2008

*Stanotte non dormiremo**

Un odore africano saliva dal golfo
attraverso la scogliera
coll'aumentar dell'umido libeccio.
Gli alberi del parco s'impennavano
come cavalli sul punto di saltar
la staccionata.
Solo le petunie e le campanule
se ne stavano immobili
sedute sulle pietre dei sedili
come vecchie signore
paralitiche
un poco spettinate dopo la festa
del loro compleanno.
Le bignonie rampicanti
adagiate
dentro la larga culla del muro rovinato
vibravano danzando
in bagliori d'arancio
nel lividore della sera.
Un fico d'india graffiava i vetri
con le spinose unghie.
-Questa notte non dormiremo-
sussurrò qualcuno.
Impaurita mi rifugiavo tra le tue braccia
dietro una sigaretta
e un giornale.
La casa palpitava agli assalti del vento
che correva sui tegoli
e precipitava dal tetto come un ladro
maldestro.
Dalla scogliera saliva il fragore del mare
cupo e compatto,
muro sonoro che le note degli infissi
-flauti violini timpani-
tentavan di sbrecciare.
Sul tetto della grande casa
il gallo di latta
gemeva indeciso scricchiolando
testa e coda in rotazione
incerta.
...Ma quella notte non piovve:
vidi una luna coronata
slittare lentamente sulla cima
dei cipressi...
Allora mi addormentai nel tuo calore.

 

 


mercoledì, 07 maggio 2008

*Io la conoscevo Giulia**

T.de Lempicka

Conoscevo davvero Giulia,
attorno a lei si diffondeva una luce azzurrognola.
Parlava con voce rauca
non tanto per nicotina, caffè, grappa
quanto per il percorso faticoso
dalla tana della sua anima dove la porta era sempre

socchiusa.
Ottima attrice tra un'uscita in scena e l'altra leggeva i filosofi.
Non era affatto avara del suo corpo
Tuttavia come una vera bambina sapeva ancora

arrossire.
Anche se molti la insultavano soltanto per averla nel letto
con una carezza potevi portarla con te per poi abbandonarla
sul bordo del sentiero.
Leggeva i suoi filosofi e accendeva una sigaretta dopo
l'altra
Sembrava non avere neppure una casa, tanto le era tutto

indifferente.
In realtà era venuta al mondo con le valigie
stracolme
e avrebbe potuto avere tutto ciò che desiderava
se solo lo avesse voluto.
Persino gli uomini di una certa età si rianimavano accanto a lei
così assente,
tornavano ad amare la vita con il sangue che trasportava

voglie mai sopite.
Non se ne preoccupava- per lei aveva un senso
la loro penosa insistenza-
Un giorno si guardò allo specchio e non vide più

la sua immagine,
capì che lo spettacolo era finito, la compagnia si scioglieva.
Alla fine se n'è andata per sempre,
con un libro tra le mani,
  e  un singulto di tosse
sulle pagine sgualcite.

A Giulia

 

 


postato da: m0rgause alle ore 16:37 | link | commenti (13)
categorie: poesia, memorie di una strega, pensieri e giorni
giovedì, 01 maggio 2008

*L'uomo sotto il letto**

L’uomo sotto il letto,

l’uomo che ho aspettato per anni,

silenzioso come il volo

di un rapace notturno,

l’uomo che ha il respiro

di una piccola farfalla bianca,

l’uomo nello specchio

che sfiora la mia bocca con il fiato,

l’uomo che fa  rotolare le palline di canfora

nei vecchi armadi,

l’uomo alla fine della strada…

 

L’ho incontrato stanotte,

lo incontro sempre,

nell’atmosfera ambrata di un bar,

quando le coppe,

curve come dita che chiamano,

scintillano stanche nelle nostre mani.

Quando il ghiaccio si incrina

e sto per cadere

lui spalanca su di me gli occhi senza pupille.

Per anni mi ha atteso:

ora dice che  voleva solo riportarmi

a casa.

 

Balliamo il tango nella strada,

perfetti  nel gancho e  nella

mordida,

mentre il suo fiato scrive parole di nebbia

sul vetro delle mie guance.

Mi avvolgo attorno a lui,

morbida come l’oscurità.

Respiro la mia paura nella sua bocca,

incollo il mio ventre al suo

per farlo diventare un uomo.

 

 

 

 

 

 


postato da: m0rgause alle ore 08:17 | link | commenti (15)
categorie: poesia, anima di strega, ossessioni di strega
venerdì, 25 aprile 2008

*Lupa**

 

La ferocia che ci governa è amor di sale

e fiele.

Così ho disseppellito il tuo corpo

per trovargli un letto migliore

che non sia la mia carne

dilaniata da te con freddo ingegno

e crudele pazienza

[quando]

conobbe la tua carne

come un gancio che strazia
come un cibo che sazia
come una grazia per grazia ricevuta

e maledetta.

Ora

pugnale tra i denti,

cicatrici di guerra sui seni,

artigli laccati,

è il mascara viola  ad asfaltare i graffi
sul mio volto
mentre ansimando respiro la terra

e annuso l’aria

tra primitive felci e umani penetranti

odori.

Ma il viaggio che ci aspetta

è lungo:

saprò sopportare la tua morte

che avanza di giorno in giorno,

mentre il silenzio mi uccide di ricordi

a frammenti?

Maschera d’amore ho chiuso gli occhi
mentre ogni dettaglio
ridendo
diviene polvere.

La mia pelle è acqua,

la lingua fuoco

i miei fianchi han profili di pietra:

nel mio ventre disperato e nudo

ho nutrito la vendetta.

 

 

 

 

 


postato da: m0rgause alle ore 08:04 | link | commenti (14)
categorie: poesia, anima di strega, ossessioni di strega
venerdì, 18 aprile 2008

*L'agave dell'ultima stagione e il veliero di mezzanotte**

 

L’enorme luna di Luglio

ingigantita dalla lente temporalesca del vento

sale i gradini verdedorati

di una pianta esile e altissima

dai radi pennacchi:

l’agave dell’ultima stagione,

bella nella sua generosa agonia

come il rifiorire terrestre di un’anima

prima del Ritorno,

come la morte che si veste

a festa.

E mentre la luna lentamente  scala

quell’unico fiore diventato albero

prima della fine,

sull’oscura lama dell’orizzonte,

dove sbocciano gli immensi asfodeli

dei lampi

che subito appassiscono in tuoni remoti,

sbuca, dietro Capo Rosso, a vele spiegate,

il veliero di mezzanotte,

candido come un cirro, un gabbiano,

il ventre lucente di un’orca,

puntuale e calmo come un nemico fatale

ormai senza battaglie da combattere,

senza destinazione,

simile a un memoriale marino

di antichi naufragi.

 

Intanto la notte di luna piano piano

si sta rannuvolando

quasi fosse

un enorme crisantemo bianco

pronto a sfogliarsi

per trasformare il cielo

in un arazzo di Rubens.

 

 

 

 


venerdì, 11 aprile 2008

*Cassandra crossing**

 

Ma tu mi ami?- insisti.

Io non provo nulla.
La passione un ricordo.
La mancanza un'eco.
L'assenza una salvezza.
La gelosia un rimpianto.
Il tradimento una necessità.
I sensi di colpa soltanto nostalgia.
La vita un'abitudine.
L'abitudine noia.
La noia una dipendenza.
Che cosa è successo al nostro amore
delle tempeste?
Quand'è che i fuochi si sono spenti?
Forse in una qualche mia assenza, mentre ero molto impegnata
altrove
magari a scrutare l'orizzonte in cerca di nuove terre
da esplorare,
spinta dalla mia solita irrequietezza sentimentale,
l'insofferente e continua ricerca del Graal,
di quel posto in prima fila
alla presentazione del surreale film da 30 Oscar:
Felicità.
Solo che i biglietti per la prima sono sempre esauriti.
Nessuna replica.
E ora noi siamo un palloncino senza etere,
un cachemire infeltrito
un pacchetto di auguri che non apriremo mai,
una strada senza uscita,
una casa senza finestre.
Binari morti.
Cassandra Crossing.

-E se ti rispondessi di no?-
mormoro guardandoti negli occhi.

Colonna sonora.
Titoli di coda.
That's all, folks.
Per questa volta....


postato da: m0rgause alle ore 21:37 | link | commenti (13)
categorie: memorie di una strega, pensieri e giorni
domenica, 06 aprile 2008

*Il cuore di Marta**

 

Lui le morse il cuore

e le entrò nel sangue per sempre.

Lei gli  baciò le labbra

e cambiò il nome della sua canzone.

Ma furono brevi i giorni del vino

e  delle rose.

Poi lei divenne un giocattolo di carne

l’ennesimo gomitolo

con cui divertirsi

in pensieri di gatto annoiato.

Allora Marta  indossò  mille maschere:

mille donne diverse in inutili giochi di piacere.

Infine fu clown, ridotta a far parte del suo circo,

remissivo animale in gabbia davanti alla sua frusta.

Gli offrì una complicità inesistente,

falsa, dolorosa,

morendo ogni giorno un poco di più

fino a che non  sentì i giorni scivolarle via

come acqua tra le dita.

Tentò di andarsene,  senza riuscir ad allontanarsi da lui.

Allora cercò di capire

il gioco a incastro del suo cuore:

si accorse così  che lui lo riduceva continuamente  in pezzi

per ricomporlo velocemente

con precisione estrema.

E capì che non l’avrebbe mai lasciata andare.

La finestra era grande, piena di luce

e il cielo così vicino...

Fu l’ultima cosa che vide, tutto quell’azzurro,

prima di sprofondare nel rosso caldo del suo cuore

frantumato  sull’asfalto.

 

 a Marta

 


domenica, 30 marzo 2008

*Sindone di trine**

 

 

Mentre il vento arriccia il lago

e i pensieri

disintegrando le nuvole

con affilata scure,

mi accorgo, guardandoti,

che c’è un qualche  sentore

di  morte annunciata

anche nella più giovane e affascinante

delle donne,

quella che porta in giro

la propria bellezza

come un uccello tropicale.

Una doppia immagine

speculare e antica.

Nell’una la dea corre e ride

e nell’altra giace  in un letto

-il viso levigato, tagliente la carne

che ricopre le ossa-

coperta da un sudario

di trine.

E’ la sua stessa pelle

che lo ha ricamato

con allegria fatua

e funereo zelo.

 

 

 

 


postato da: m0rgause alle ore 22:18 | link | commenti (14)
categorie: poesia, anima di strega, pensieri e giorni
martedì, 25 marzo 2008

*Il labirinto del fauno**

 

 

Ofelia  figlia

di sotterranei regni

sogna del fauno

 

labirinto di pietra

che odora di sangue

 

la Spagna piange

la libertà perduta

Ofelia sogna

 

di demoni e fate

...e l’orologio corre

 

memoria chiave

per disserrar le porte

del mondo oscuro

 

al martirio d’Ofelia

...e l’orologio corre

 

 

Il labirinto del fauno è un film fantasy  del 2006 diretto da Guillermo del Toro, ambientato in Spagna nel 1944: Francisco Franco ha vinto la guerra civile e poche sacche di ribelli reastano sulle montagne.

Il film si è aggiudicato tre premi Oscar nel 2007.

Bello, sognante, crudo  con un finale da pugno nello stomaco, vist e rivisto non so quante volte per ri-perdermi in quell’orologio che ossessivo scandisce il tempo, Il labirinto del fauno è un prisma sconvolgente, dove luce e tenebra affollano di simboli una realtà-solo tragicamente-onirica. La piccola Ofelia ha il tocco divino della fata intrappolata in un incubo di cristallo opaco,e risulta portentosa la fusione indistinta fra la realtà percepita con tutti i cinque sensi schierati a rapporto(lo scenario della Guerra civile spagnola contro le milizie franchiste) e quella elaborata con la sola fantasia,ma una fantasia intrisa di polvere da sparo e autodistruzione(la missione del labirinto e i decreti militari del fauno).E la fantasia si nutre anche del degrado umano .

Moltissimi e splendidi i richiami mitologici che ne danno chiavi di lettura diverse.

 

 



 


martedì, 18 marzo 2008

*Nichilisti e bambole**

 

 

Penso a te come a una mezzaluna

affilata

in un cielo d’Oriente:

mentre loro dormono

ne falci con noncuranza

le teste.

Sei un nichilista

senza passione

con la tua gratuita risata,

quella della forca

e del potere.

Le tue parole così leggere

volano

ma non ha ali

ciò che resta di loro.

Potresti scrivere un romanzo

d’amore e di sesso

con il deserto che ti divora

dentro

come un vecchio che vive

di ricordi,

un vampiro che si nutre delle altrui

illusioni.

Oppure un’anima cieca.

Il nostro

è un incestuoso idillio,

spirale

di funesti giochi.

Fuori, nel freddo di questo lungo

inverno,

sui prati gialli arsi dal gelo,

volano bassi i corvi

striduli, astuti, crudeli.

Ti ascolto ridere  dentro di me

con quella tua risata

gratuita

che mi ferisce.

Mi volto e i visi

sono seri.

Ora so che il mio sguardo

non è più di bambola adorante

e ricciuta,

se ne è andata per sempre

l’oscura profondità

dei giocattoli,

insieme a quella impassibile rigidità,

a quel languore

di fanciullezza beata.